venerdì 23 agosto 2013

Sergio Biserni, il babbo di Giordano, è andato avanti

"l'è brev Lorenzo, l'è brev  qual burdèl..."
Sergio Biserni, parlando di me

Giordano e Sergio, insieme
Sergio Biserni, El Proletér di Premilcuore, è andato avanti.
Sergio è il babbo di Giordano e dico babbo, perché in quello spicchio di Rumâgna tuschèna che dal Muraglione scende veloce fino a Premaicur, nessuno chiama papà il genitore.
Non ci sono papà o papi vari: c’è solo il babbo.
Persino a recitare il Padre Nostro i romagnoli dicono Nostar Babb, dimostrando nella preghiera assai più coraggio dei fiorentini.
Il babbo di Giordano, Sergio, ha deciso così.
Forse si era rotto del sondino, delle flebo e di quella casa di cura accogliente e a suo modo pure bella, della bassa forlivese dove, dalle finestre sigillate d’aria condizionata, poteva ormai solo vedere le alture della valle del Rabbi: dove era nato, dove era cresciuto e dove si era innamorato di una burdèla toscana di San Godenzo con cui aveva messo al mondo tre figli, tra cui il mio amico Giordano. Dove tornerà, finalmente.
El Proletér era cresciuto mentre le fanfare del fascio, che lì suonavano davvero forte per via della vicinanza a Predappio, inneggiavano a un sistema che non gli era mai piaciuto, per come era semplicemente ingiusto e pur senza diventare ultrà aveva deciso con fermezza da che parte stare.
La stoffa del duro ce l’aveva, come buona parte dei romagnoli, e come loro amava dire ciò che pensava. Lo faceva con gli occhi, guardandoti dentro fino al più recondito pensiero, stanandoti senza usarti violenza ma, semplicemente, facendolo: davanti a un piatto di tortelli nella sua Premilcuore, o sorseggiando una Moretti nel suo appartamento del centro.
Che sicuramente non gli piaceva, perché a uno di montagna la città non può piacere, non c’è nulla da fare.
Infatti, davanti al piatto di tortelli alla trattoria La Rocchetta, nella sua Premilcuore, Sergio era decisamente più allegro e si poteva discutere con lui fino allo sfinimento.
Duri, testoni e caparbi fino all’esaurimento, i Biserni.
Giordano lo dimostra ogni giorno, battendosi senza tregua ma anche senza secondi fini, perché uno scranno da onorevole non lo vuole. Lui vuole solo che la vita abbia la meglio, sulla strada.
Sergio lo ha dimostrato finché ha avuto fiato in corpo, dimostrando scarso spirito di collaborazione con sorella morte, resistendole oltre ogni immaginazione.
Un  po’ per amore della vita, un po’ – ne sono sicuro – per una questione di principio.
Principio in nome del quale scuoteva la testa ogni volta che leggeva il giornale, commentando in romagnolo stretto che così non si poteva andare avanti.
Che scorza, el proletèr.
Ora Sergio è andato avanti davvero, lasciandoci tutti semplicemente soli.
Lasciando soli i Biserni e perfino chi Biserni non è, come Luca, che lo ha accudito con i suoi figli, come se fosse stato anche babbo suo.
Lasciando solo Giordano, che ogni giorno ha continuato a parlargli della sua lotta, delle sconfitte e delle vittorie, delle delusioni e delle soddisfazioni.
Come solo un figlio e un babbo sanno fare.
Perciò, da figlio che conosce il dolore della perdita e da amico di babbo e figlio, non mi resta che piangere il primo e abbracciare il secondo, con tutta la forza che ho.
A Sergio, posso soltanto dire che prima o poi “a s' atruvén”.
Prima o poi ci ritroviamo tutti.

6 commenti:

  1. ciao Lorenzo, un piacere (al solito) per me rimetter il naso nel tuo blog, dopo tanto..
    al solito sei capace di commuovere, di accarezzar i fatti e le persone di cui parli col soffio leggero di un sospiro, di una carezza malinconica di congedo..
    finisce che certi amici tuoi, mancano anche a noi..
    e manca sopratutto l'averli conosciuti.. "che ora non è più possibile".
    grazie e buona scrittura sempre..

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  2. Ciao Lore, un Abbraccio, un grande ABBRACCIO a Giordano, leggendoti mi hai fatto fare volontariamente una preghiera per Sergio. Ciao

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  3. Una persona eccezionale non poteva che avere un padre eccezionale. Non conoscevo il babbo di Giordano ma sono certo che fosse una grande persona. Sentite condoglianze a Giordano
    Vincenzo Borgomeo

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  4. Uso questo blog per fare le condoglianze all'Amico Giordano.
    Conosco bene il dolore per la perdita del BABBO!
    Giordano avrà sicurmente modo di leggere questi semplici messaggi.
    Carissimo AMICO, ti sono immesnsamente vicino.
    Daniele Ceccherini

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  5. Bella questa tua adozione del linguaggio Alpino: "andare avanti".
    E loro, gli Alpini, non potevano trovare espressione migliore.
    Un abbraccio

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