venerdì 27 agosto 2021

MISFONDODALLEPIEGHE 2021

 "In girum imus nocte ecce et consumimus igni..."

Passo Giau: "@lborselli piega di brutto...", cit.

11 giugno 2021 - C'è un antico palindromo latino che è un po' il senso del mio (o del nostro) vagare. Come fanno le falene, che attratte dalla luce notturna, finiscono col bruciarsi: andiamo in giro di notte ed ecco, veniamo consumati dal fuoco...

sabato 16 maggio 2020

TEMPAN8S 2020 - Trentanove foto

"I due giorni più importanti della tua vita sono 
il giorno in cui nasci e il giorno in cui scopri il perché..."
Mark Twain


Eccomi di nuovo qui. Ce l'ho fatta anche stavolta e, presto, scoprirò che ce l'ho fatta proprio per un pelo.

domenica 10 maggio 2020

DOLOMITAS 2019 - 2 di 2

"Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna..."
(Walter Bonatti)



Mukka all'ormeggio, sul Lagazuoi
14 giugno 2019, ore 6. In una stanza del Garni Bellavista, non è ancora suonata alcuna  sveglia, ma uno dei tre occupanti della 107, il sottoscritto, è già all'erta. Non ha bisogno di suonerie, lui, e la ragione è biologica. Nel cervello umano, in un'ansa dell’ipotalamo - c’è una specie di relais che fa tic-tac tra la fase del sonno e quello della sveglia, dando vita al ritmo "circadiano". E' un tic-tac primordiale, un orologio interno che le specie terrestri si tramandano nel proprio codice genetico. Il relais di questo inquilino scatta alle 5:50 di ogni mattina.

domenica 12 aprile 2020

DOLOMITAS 2019 - 1 di 2

“Si può sempre andare oltre, oltre... non si finisce mai.”
Jack Kerouac – Sulla strada

Caballos de acero al Puerto de Giau, 2236 mts.
È il 13 giugno 2019 e io non ho i pantaloni. Non li trovo. Dovevano essere nell’armadio, insieme alla giacca e agli stivali. Dove cazzo sono i miei fottuti pantaloni? Poi, all’improvviso, la memoria torna. Ma sì, sono nell’armadio, dall’altra parte dell’Appennino. Resto senza fiato mezz’ora, a fissare un punto vuoto in taverna, a cercare di capire se mi conviene saltare in moto e correre a prenderli, per poi tornare indietro, oppure partire con i verdoni militari. Non prima di essermi preso a ceffoni.

lunedì 6 aprile 2020

TEMPANOS VII (duemiladiciannove)

"Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io 
fossimo presi per incantamento, 
e messi in un vasel ch’ad ogni vento 
per mare andasse al voler vostro e mio, 
sì che fortuna od altro tempo rio
 non ci potesse dare impedimento,  
anzi, vivendo sempre in un talento, 
di stare insieme crescesse ’l disio."

Dante Alighieri 

Matalebreras (Spagna), 14 febbraio 2019 - ore 11:50

11 febbraio 2019, ore 19:58. Cinque fave, tutte notevolmente "brillate", si trovano al “pier 21” del porto di Civitavecchia. Aspettano una nave, fa un freddo porco, il mare è grosso, eppure ridono tutti come imbecilli.
Perché?

giovedì 2 aprile 2020

La Toscana Oscura (capitolo 2 di 2)...

I toscani hanno il cielo negli occhi e l’inferno in bocca.
(Curzio Malaparte)


Siamo a Volterra...

Ora viene il bello. Eh sì: perché il 18 maggio 2018 al gruppo si unisce Angela, che monta dietro al sottoscritto. E andiamo a cercare le strade più belle della Toscana vera. Ok, andiamo.
Ahora viene la parte màs guapa. Eh, sí: porque el 18 de mayo de 2018, Angela se une al grupo (detrás de mí). Y vamos a buscar las rutas más preciosas de la verdadera Toscana. Vale. Vamonos.

La Toscana Oscura (capitolo 1 di 2)...

"Muy poco de lo que podría suceder sucede..." 
Salvador Dalì

Le Cinque Terre (Las Cinco Tierras)
Premessa: è passato tanto tempo, da quando ho fatto questo viaggio con i miei amigos. E' stato un viaggio molto importante per me, perché quando ho avuto bisogno di loro, loro sono arrivati. Non ho potuto scriverlo prima, ma è stato un vantaggio. Nel ricercare le foto, i giorni, le ore di questo tour in terra toscana, ho scoperto quanto la frenesia del quotidiano ti strappi, letteralmente, i ricordi dalla memoria. E anche su questo, dobbiamo tutti riflettere...
Premisa: ha pasado mucho tiempo desde que hice este viaje con mis amigos. Fue un viaje muy importante para mí, porque cuando los necesitaba, llegaron. No he podido escribirlo antes, pero fue una ventaja. Al buscar las fotos, los días, las horas de este recorrido en la Toscana, descubrí cómo, literalmente, el frenesí de la vida cotidiana arranca los recuerdos de tu memoria. Y también sobre esto, todos debemos reflexionar...

venerdì 31 agosto 2018

Avevo immaginato male...

"...ché non è impresa da pigliare a gabbo 
discriver fondo a tutto l'universo, 
né da lingua che chiami mamma o babbo."

Dante, Inferno XXXII, 6-9



Avevo immaginato, quando stavi male, che non sarebbe stato doloroso come con la mamma. Che non sarei stato così. Tu in fondo sei il mio Eroe da sempre, capace di sopportare qualsiasi prova e qualsiasi dolore. Tenevi in mano le braci ardenti, mangiavi senza scottarti il saggio della pasta, piegavi l’acciaio con le mani, colpivi l’occhio di un’anatra in volo sparando con gli occhi chiusi. Tizzone d'inferno, il mio Tex.
Non mi avresti fatto male. Quindi, perché preoccuparmi?

domenica 26 agosto 2018

Tunisia 2018, parte III. Fin du voyage... Da Tataouine a casa...

…Noi gridammo abbastanza forte da svegliare i Sette Dormienti - non sono mai riuscito a capire perché ci dovrebbe voler maggior chiasso per svegliare sette dormienti piuttosto che uno - e, dopo ciò che parve un'ora, ma che fu in effetti, io credo, circa cinque minuti, vedemmo la barca illuminata scivolare lentamente nel buio e udimmo la voce assonnata di Harris chiedere dove fossimo…

Jerome K. Jerome, "Tre uomini in barca" (per tacere del cane) (1889)

Chenini. Si riparte da qui.
16 marzo. Scusate l’attesa, ma ho avuto da fare. Ho dovuto salutare un eroe, il mio Eroe. Il mio babbo, che ha ricambiato con i suoi occhi l’orgoglio che io provavo per lui quando ero piccolo, quando crescevo, quando ho iniziato a vederlo invecchiare, io che ho lasciato la mia giovinezza in un cassetto della vita, per occuparmi di salvare il mondo.

sabato 5 maggio 2018

Tunisia 2018, parte II: da Chott-El Jerid a Tataouine

...Erano gli arabi erranti, membri della grande tribù degli uomini che dedicano la loro vita al trasporto delle merci, per terra e per mare. Poco più che nomadi, nutrono un profondo disprezzo per chi dimora in paesi e città, e ancora oggi il loro motto è “solo il somaro vive al riparo”…

Robert E. Fulton, One Man Caravan

My horse rests. And admire the view... 
14 marzo. Ero stato nella Valle della Morte, qualche anno fa. Bello eh, non si discute. Ma i miei occhi erano rinati qualche centinaio di chilometri più avanti, sulle montagne di Mammoth Lake e sullo Yosemite ParkChott-El Jerid però ha qualcosa che mi si appiccica addosso e fatica a staccarsi…

martedì 1 maggio 2018

Tunisia 2018, parte I: Tozeur e la pista di Rommel

"... Hey Babe, take a walk on the Wild Side..."
Lou Reed, 1972

Chott El Jerid, pressi di Tozeur
C'è mare grosso, là fuori. La chiglia sbatte forte sui marosi, dopo aver imposto ai nostri stomaci i vuoti del rollio. E' notte fonda e fa freddo: faceva freddo anche ieri mattina e ce n'eravamo accorti subito, appena usciti di casa, mentre facevamo colazione aspettando Bernardo...

sabato 14 aprile 2018

Tunisia 2018: prologo

“Du ciel devenu son empire , Son génie a percé les vastes profondeurs ; Mais il régne encor sur nos cœurs , Et nous l'aimons autant que l'Univers l'admire.”
Michel de Cubières, 1779

Chebika (الشبيكة), coordinate 34.322388, 7.926368. 
Non mi è mai piaciuto cominciare dall’inizio. Sarà la mia avversione alle imposizioni della consuetudine (i giornalisti devono sempre cominciare dalla notizia) o l’amore che ho nell’essere anticonformista. Non so. Dunque, comincio da qui, da Chebika.

martedì 23 maggio 2017

Quando parlai a Nicky...

"Sono padrone del mio destino, ma solo  il destino conosce la fine del mio cammino"
Andrea Dovizioso, in memoria di Marco Simoncelli


Stavo morendo sotto il sole mugellano di maggio, quello che in Toscana può far male anche se l’estate vera non è ancora arrivata. La puzza dei gas di scarico delle migliaia di macchine incolonnate stonava i polmoni, in aperto contrasto con l’azzurro turchese del cielo della spianata di Scarperia, al bivio di Bosco ai Frati.

giovedì 23 febbraio 2017

TEMPANOS V

“...ma l’impresa eccezionale, è essere normali...
Lucio Dalla - “Disperato, erotico, stomp” - 1977

19 febbraio 2017 - Aragon
Se avessi tanta immaginazione, a quest’ora non sarei qui. Sarei nella cabina di un traghetto, in un punto qualsiasi del mar Ligure, tra Barcellona e Civitavecchia, a scrivere il diario di uno di quei giri invernali che una volta facevamo in gruppo e che ora potrei fare solo “da solo”.
Penserei all’emozione che normalmente avrei avuto nel fare come sempre tardi, nel preparare i bagagli, nel mettere a posto le cose nelle borse laterali, nel comprare i regali agli amici che impazienti aspettano. Così, tanto per fare, improvviso un racconto.
(avvertenza: le foto che seguono sono finte, perché questa è una storia di pura fantasia)

sabato 31 dicembre 2016

Marocco 2016: e sei!!! Si torna a casa!

Viaggiò col cuore in gola accanto a un passeggero insolito: l’emozione sconosciuta del ritorno”

Mauro Corona

Ci siamo: è Casablanca! (© Elena Biondi e Luigi Tabellini)
"Play it, Sam... Play as time goes by..." È d'obbligo citare Ingrid Bergman nella sua struggente parte in Casablanca. Suonala Sam, suonala, mentre il tempo passa. Il tempo vola, fugit, e quando ci svegliamo al mattino, il calendario segna il primo maggio. È Casablanca.
Questo vuol dire una cosa sola. Togliamo le tende, perché l'ultima tappa comincia oggi.

giovedì 8 dicembre 2016

Marocco 2016, capitolo cinque: l'Atlantico e Casablanca

"Si tu veux construire un bateau, fais naître dans le coeur de tes hommes et femmes
 le désir de la mer."
Antoine de Saint-Exupéry

Il mare di Essaouira e il sole che vi si unisce (© Elena Biondi & Luigi Tabellini)
Vedremo il mare, oggi. Siamo al 29 aprile e lasceremo Marrakech e la sua esplosione di colori per attraversare le terre dell'Argan e raggiungere, in poco meno di 200 chilometri, la costa di Essaouira.

venerdì 26 agosto 2016

Marocco 2016, e quattro! L'atlante è nostro. Marrakech!


"Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi."

Walter Bonatti

Il passo di N'Tamatert, 2.302 metri. Atlante.
Avevo cominciato da qui. Il giallo ocra di questa terra cozza, letteralmente, col blu del cielo, più terso che altrove. Sarà per i 2.302 metri d'altezza sul livello del mare, sarà per la testa ancora persa negli odori della vicina Marrakech. Sarà per l'incredibile viaggio che Ciocio, il giorno prima (siamo al 27 aprile) ci aveva preparato, ricamando sulla carta, come solo mia nonna sapeva fare sul lino, un itinerario irripetibile.

martedì 23 agosto 2016

Marocco 2016, parte terza: Tinghir, il canyon di Todra, le gole di Dades e via, verso Zagora

Tutti gli uomini sognano: ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte, nei recessi polverosi delle loro menti, si svegliano di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini: ma coloro i quali sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili.”

Thomas Edward Lawrence, Lawrence d'Arabia 

Porta monumentale di Rissani. Torniamo indietro
Eravamo rimasti al 25 aprile 2016, lunedì. Il terzo giorno di viaggio inizia con me e Angela in puntuale ritardo. Sono già sudato fradicio quando varco la porta del grande bivacco nel deserto (a cinque stelle) che ci ha ospitati e scopriamo che sono già tutti partiti. Ci sono solo Paolo, Enrico e Gabriella, già in moto. Facciamo una manciata di chilometri e alle porte di Erfoud ecco la grana: a un tratto Angela salta sulla sella e comincia a sbattermi il casco coi pugni. Mi fermo e lei salta giù come una ginnasta, si tira giù i pantaloni (siamo nell'islamico Sahara…): una specie di calabrone gigante ha tentato di accoppiarsi con la sua coscia bucando, col suo gigantesco pungiglione, la stoffa dei jeans da moto. Panico.

sabato 20 agosto 2016

Marocco 2016: parte seconda. Da Fes a Merzouga. Medio e Alto Atlante fino all'Erg

"...I've been through the desert on a horse with no name
It felt good to be out of the rain
In the desert you can remember your name
Cause there ain't no one for to give you no pain..."

America - "A horse with no name"  -  1971

Fes: le concerie. © Elena Biondi & Luigi Tabellini
Una cosa è viaggiare di giorno, altra è percorrere le strade di una città marocchina nel cuore della notte. Io e Ciocio cerchiamo di far passare le ore, in attesa del volo Royal Air Maroc che da Casablanca porta Angela da me. Non c'è alcuna possibilità di confonderci tra la gente del posto: i tasselloni del Cherokee scrocchiano sull'asfalto lucido della città, mentre i semafori lampeggiano e quasi non c'è bisogno del clacson. Ci guardano e, semplicemente, ci ignorano.